Il numero 1 arriva con una lotta
Lando Norris è arrivato nel 2026 da campione del mondo in carica, con il numero 1 ben visibile sulla sua McLaren e il peso di dover difendere il titolo. Dopo sette gare, però, la difesa del titolo non sembra affatto la passeggiata che molti si aspettavano dopo la stagione dominante del team nel 2025.
I numeri raccontano la cruda storia. Dopo la gara di Barcellona, Norris si trova a quota 73 punti e il compagno di squadra Oscar Piastri a 68. Entrambi sono molto distanti dal leader del campionato Kimi Antonelli, che con la sua Mercedes ha raggiunto quota 156. Per un pilota che detiene il titolo, il distacco è preoccupante, e la McLaren nel suo complesso ha risentito del cambiamento.
Un tavolo dei costruttori che si è spostato
La scorsa stagione la McLaren dettava il ritmo. Questa stagione, invece di dominare la classifica costruttori, si ritrova a lottare per il podio. La Mercedes ha preso il largo, la Ferrari ha trovato la giusta continuità e le vetture color papaya sono scivolate al terzo posto.
| Pos | Costruttore | Punteggio |
|---|---|---|
| 1 | Mercedes | 262 |
| 2 | Ferrari | 190 |
| 3 | McLaren | 141 |
| 4 | Red Bull | 89 |
I 141 punti della McLaren sono frutto del lavoro combinato di Norris e Piastri, rispettivamente con 73 e 68 punti. Si tratta di un bottino rispettabile, ma lascia il team a 121 punti di distacco dalla Mercedes e dietro anche alla Ferrari. Un anno fa, una situazione del genere sarebbe sembrata impensabile.
Come si è formato il deficit
Parte del divario è dovuto a gare che sono semplicemente andate male. Piastri si è schiantato prima della partenza del Gran Premio d'Australia, gara d'apertura della stagione, un duro colpo per il punteggio e lo slancio del team. Poi è arrivato il Gran Premio di Cina, dove la McLaren ha subito un doppio ritiro, con entrambe le vetture che non sono riuscite a prendere il via. Due weekend, un mucchio di occasioni perse e un rivale come la Mercedes che raramente ha sbagliato.

Per una scuderia che punta alla vittoria del campionato, questi sono i weekend che condizionano la classifica per mesi. Spiegano perché una vettura ancora in grado di lottare per la vittoria si trovi comunque a dover inseguire due rivali in classifica.
I punti di forza
Non si è trattato solo di limitare i danni. Al Gran Premio di Miami, Norris ha trasformato la pole position dello sprint in una vittoria in gara, battendo Piastri e Charles Leclerc e ricordando a tutti che il campione e la sua macchina rimangono una seria minaccia quando il weekend di gara funziona alla perfezione. Il formato sprint si è rivelato ideale per lui, e ne ha saputo approfittare al meglio.
A Miami, la McLaren ha ottenuto il risultato di cui ha bisogno più spesso: una perfetta trasformazione del puro potenziale in punti, con entrambi i piloti nelle posizioni di testa. È stata anche una risposta utile ai dubbi che si erano accumulati durante le difficili gare di apertura.
Barcellona: un palcoscenico destinato a entrare nella storia.
Barcellona, settima tappa del campionato, ha regalato un momento che ha trasceso la semplice matematica della stagione. Norris ha conquistato il terzo posto, completando così il primo podio tutto britannico in Formula 1 dal Gran Premio degli Stati Uniti del 1968. Accanto a Norris, Lewis Hamilton e George Russell, tre piloti britannici che si sono ritrovati a condividere il podio per la prima volta in oltre mezzo secolo.
Per Norris, il risultato è stato sia un incremento di punti che la conferma che la vettura ha le potenzialità per raggiungere il podio anche in un weekend in cui la vittoria assoluta sembrava fuori portata. Per l'intero mondo delle corse, si è trattato di un raro allineamento di nomi e nazioni che rimarrà impresso nella memoria a lungo dopo l'assegnazione del titolo di questa stagione.
La rinascita della Mercedes è stata fondamentale per la trama britannica. Russell ha cercato di disputare una serie di weekend senza intoppi, mentre l'ascesa di Antonelli ha ridisegnato le posizioni di testa. Puoi leggere di più sulla spinta di Russell per un weekend tranquillo a Barcellona e su come Antonelli ha descritto Barcellona come un circuito insidioso, mentre la Mercedes cercava una soluzione pulita.

Cosa significano i numeri per Norris
Con 73 punti, Norris è il miglior pilota McLaren, ma solo di cinque su Piastri. La lotta interna al team è ancora accesa e i due continueranno a sottrarsi punti a vicenda, mentre entrambi cercheranno di ridurre il distacco dai leader. Questa dinamica è stata una costante nelle ultime stagioni della McLaren, e non è meno presente ora che uno dei due porta il numero 1.
- Norris: 73 punti, campione in carica, in testa alla classifica numero 1.
- Piastri: 68 punti, cinque in meno del compagno di squadra.
- Antonelli: 156 punti, leader del campionato con la Mercedes.
La montagna che Norris deve scalare è ripida. Il vantaggio di Antonelli di oltre 80 punti sulle due McLaren è tale che per essere colmato serve una lunga e costante serie di risultati positivi. Per ora, il campione è in fase di recupero, non di controllo. La nostra analisi del confronto tra McLaren e Mercedes dopo le prove libere di Barcellona illustra il livello di prestazioni attuale del team.
Prossima tappa: Austria
La stagione prosegue con il Gran Premio d'Austria del 28 giugno. Il Red Bull Ring, un circuito corto e impegnativo, premia una vettura ben bilanciata e una guida impeccabile, esattamente la combinazione che la McLaren ha faticato a replicare con l'affidabilità dei suoi rivali. Per Norris, si tratta di un'altra opportunità per trasformare sprazzi di velocità, come a Miami, in quella costanza su cui si costruiscono i campionati.
La difesa del titolo è stata indubbiamente travagliata. Ma con vittorie ancora alla portata e una serie di podi che ha già scritto un record, la stagione del campione è tutt'altro che da buttare. L'obiettivo ora è far sì che weekend come quelli di Miami e Barcellona diventino la regola, non l'eccezione.
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