La corsa al titolo della McLaren giunge a un bivio nelle Alpi austriache.
Dopo cinque gare del più drastico rinnovamento normativo che la Formula 1 abbia visto in una generazione, la McLaren si ritrova in una posizione familiare e profondamente scomoda: abbastanza talentuosa da vincere in qualsiasi domenica, eppure in qualche modo incapace di inanellare quel tipo di prestazioni costanti e consecutive su cui si basano le campagne per il campionato.
A pochi giorni dal Gran Premio d'Austria al Red Bull Ring, la squadra di Woking arriva su un circuito storicamente favorevole alle loro vetture, portando con sé un autentico ottimismo, ma anche il peso delle occasioni mancate.
Lando Norris occupa la quinta posizione nel campionato piloti con 73 punti, mentre il compagno di squadra Oscar Piastri è sesto con 68 punti, a soli cinque punti di distanza. Sulla carta, entrambi i piloti rimangono matematicamente in lizza per il titolo.
In pratica, con Kimi Antonelli già a 41 punti di vantaggio su Lewis Hamilton, secondo in classifica, e che domina il campionato con una calma che ha stupito anche gli osservatori più esperti, la McLaren ha bisogno che Spielberg non si limiti a un bottino di punti rispettabile, ma che realizzi una prestazione eccezionale nel weekend di gara.
Dove la stagione è andata storta
Il regolamento del 2026 avrebbe dovuto creare delle opportunità. La nuovissima architettura della vettura, combinata con una formula per la power unit completamente riprogettata, avrebbe dovuto rimescolare le carte e dare ai team con le risorse di sviluppo della McLaren una reale possibilità di competere ai vertici.
In alcuni momenti, hanno dimostrato proprio quel potenziale: Norris è stato scintillante in qualifica e Piastri ha sfoggiato una delle strategie di gara più equilibrate del gruppo.
Eppure, per ogni successo, c'è stato un ostacolo. Problemi di affidabilità, scelte strategiche non del tutto azzeccate e la velocità impressionante del team Mercedes di Antonelli hanno fatto sì che la McLaren continuasse a guardare avanti in classifica, anziché indietro.

Le vetture color papaya sono state abbastanza veloci da salire regolarmente sul podio, ma non abbastanza dominanti da accumulare quel tipo di vittorie consecutive che trasformano i contendenti in campioni. Con 73 e 68 punti rispettivamente, Norris e Piastri non sono ancora fuori dalla lotta, ma le gare a loro disposizione per dimostrare il proprio valore stanno per finire.
Il Gran Premio d'Austria e il suo significato per la McLaren
Il Red Bull Ring è uno dei circuiti più insoliti della Formula 1: corto, scattante e impegnativo per l'efficienza del propulsore, premia al contempo l'equilibrio aerodinamico grazie alle curve veloci del Settore 2.
Storicamente, il circuito si è rivelato adatto a vetture con una forte stabilità del retrotreno e un efficiente rapporto resistenza/deportanza, caratteristiche che McLaren ha lavorato duramente per sviluppare nell'ambito del nuovo quadro tecnico del 2026.
Le loro simulazioni pre-evento sembrano indicare un esito positivo per il fine settimana, sebbene tali valutazioni si siano talvolta rivelate errate nelle fasi precedenti della campagna.
Il Gran Premio d'Austria si svolgerà dal 25 al 28 giugno, con la gara vera e propria domenica 28 giugno. Puoi trovare il programma completo del weekend nella nostra guida al GP d'Austria 2026 e a come guardarlo.
Per la McLaren, ogni sessione conta: in un anno in cui le posizioni in qualifica hanno avuto un'influenza sproporzionata sull'esito della gara, in parte a causa delle nuove caratteristiche della vettura che rendono i sorpassi più dispendiosi in termini di energia, portare entrambi i piloti tra i primi tre in qualifica potrebbe essere decisivo.
Norris al microscopio
Lando Norris compirà 27 anni in questa stagione e, tra coloro che hanno seguito da vicino la sua crescita, si percepisce la sensazione che il 2026 fosse destinato a essere l'anno in cui avrebbe finalmente trasformato la sua innegabile velocità in un titolo.

È stato veloce – ha mostrato lampi di genio in qualifica e una gestione della gara di altissimo livello – ma i punti non si sono accumulati come richiederebbe una corsa al campionato.
Con 73 punti dopo cinque gare, è a portata di Hamilton, secondo in classifica, ma distaccato da Antonelli di 83 punti: un divario che in teoria sarebbe colmabile, ma che richiederebbe un significativo cambiamento negli equilibri competitivi.
Ciò di cui Norris ha bisogno in Austria è semplice, se non addirittura banale: un weekend senza intoppi. Pole position, una buona partenza e una gara senza quei fastidiosi interventi della safety car che lo hanno frustrato in passato.
Ha dimostrato di avere il ritmo per battere chiunque in gara, nelle sue giornate migliori. La domanda che definirà la sua stagione è se quella giornata potrà trasformarsi in due giornate di successo, e poi in una serie di giornate di successo.
La quieta coerenza di Piastri e i suoi limiti
I 68 punti di Oscar Piastri rappresentano un problema di tutt'altro genere per la McLaren. Il giovane australiano è stato probabilmente il più costante dei due piloti della McLaren nelle prime gare: misurato, raramente in errore e capace di ottenere il massimo dalla vettura nella maggior parte dei weekend.
Ma la costanza, senza qualche risultato eccezionale di tanto in tanto, non basta per sfidare un leader dominante come Antonelli. Piastri deve trovare un'altra marcia, trasformare il suo buon ritmo in vittorie anziché in podi.
Ci sono buone ragioni per credere che l'Austria possa essere particolarmente adatta a Piastri. Il suo stile di guida fluido e la disciplina dimostrata nella gestione degli pneumatici si sono rivelati punti di forza nelle ultime stagioni su circuiti con caratteristiche simili a quello di Spielberg.
Se la McLaren riuscirà a fornirgli una vettura in grado di qualificarsi in prima fila e a garantirgli una copertura strategica in gara, Piastri avrà gli strumenti per ricordare al paddock che la lotta per il titolo non è ancora decisa.
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